Intervista al Dirigente scolastico

Il giovane preside del cambiamento.

Oggi, martedì 3 dicembre, abbiamo intervistato il nuovo preside della nostra scuola e gli abbiamo rivolto alcune domande.  Visto che il  l’anno scorso lavorava a Roma, gli abbiamo chiesto:

“Perché ha deciso di trasferirsi qui?”.Dopo averci pensato un po’ ci ha raccontato di aver vinto un   concorso e, potendo scegliere tra tutte le regioni d’ Italia tranne il Lazio,  ha optato per le Marche, sia per le esigenze lavorative di sua moglie sia per il suo amore per il mare.  Senigallia è  un piccolo paradiso che  gli ricorda Gaeta, la sua città natale, e un ambiente in cui far crescere serena sua figlia.

Come si definirebbe in 3 aggettivi?”.

Ci ha riflettuto, poi ha detto di essere molto determinato e, al tempo stesso, se fa una cosa la fa per bene o non la fa per niente. Ha aggiunto di essere positivo e si è messo a canticchiare “Io penso positivo…” di Jovanotti. che tende sempre ad evitare le cose negative perché è innamorato della gioia;  gioisce per le cose più assurde della vita e  la gioia è ciò che lo spinge ad andare avanti.

“Cosa ne pensa del fumo a scuola?”

Questa domanda lo mette un po’ in difficoltà perché lui vorrebbe trovare un compromesso con i ragazzi per fumare a merenda ma per legge non può, a questo proposito deve essere molto rigido e la rigidità non gli consente di essere “Open” con i ragazzi.

“Per quali motivi ha caldeggiato la formazione di un “Parlamentino degli studenti”?

Per il nostro preside il parlamentino dei ragazzi è un ponte tra docenti e allievi per mettere a confronto  epoche ed esperienze diverse. Nel parlamentino vengono prese delle decisioni discutendo tra ragazzi, prof e il preside stessoper guidare la scuola verso un cambiamento.  Nel parlamentino vengono proposte delle regole che poi vengono applicate dal Consiglio d’istituto.

In cosa consiste il “progetto Open”, una novità per la nostra scuola che aprirà le porte del futuro?

Il preside innanzitutto spiega che per essere “Open” con i ragazzi bisogna rinnovare il modo di spiegare ed insegnare, perché bisogna puntare sui ragazzi che sono il futuro.

Non è facile unire generazioni diverse, docenti e ragazzi, ma i protagonisti del progetto e della scuola dobbiamo essere noi ragazzi e Open deve diventare un modello didattico.

Pensa di aver commesso qualche errore?”

A questa domanda il nostro preside risponde sinceramente di sì, dicendo che tutti i giorni sente di sbagliare e torna a casa con il “fegato grosso” per aver detto o fatto qualcosa di sbagliato,  per aver usato un tono scorretto con i suoi collaboratori o con gli alunni. Dice che a casa si fa un esame di coscienza e cerca il modo per non  ripetere  gli errori. Cerca sempre di essere molto onesto e trasparente con tutti, il che non è un errore, ma spesso gli causa molti problemi. Ritiene di sbagliare maggiormente nell’ambito della comunicazione con i docenti e questo porta a degli equivoci anche tra i docenti e noi giovani.

Quale dovrebbe essere lo “spirito” informatore della “Settimana del Panzini”, l’evento culminante del progetto “Open”’?

Il Dirigente vorrebbe vedere presenti e partecipi tutti i 1200 ragazzi dell’ Istituto,  non uno di meno.  Vorrebbe fossero un esempio di impegno e di protagonismo. Afferma che si impara anche stando a contatto con la gente e non solo dietro ad un banco, aggiunge che durante quella settimana la scuola sarà organizzata come una grande fiera nei cui stand si svolgeranno gare, mostre, convegni. Pur essendo molto giovane, il nostro preside ha lavorato in America e racconta di essere stato mandato verso i 10 anni a Dublino, per studiare da solo; ha girato un po’ tutto il mondo: è stato nel il Gran Canyon, a Las Vegas, ha visitato le Piramidi d’Egitto.

Senigallia per lui è una piccola Las Vegas, aggiunge, e pronuncia una frase significativa: “Andate ovunque, seminate nel Mondo perché la diversità fa crescere, vi prego andate ovunque”.

Il  Dirigente conclude la nostra intervista ringraziando alunni e docenti che stanno lavorando per la redazione del giornale  e coloro che leggeranno il nostro articolo.

Beatrice Campanelli 4A sala; Emiliano Possanzini e Alice Sileoni 4B sala;