La Giornata della Memoria delle Shoah dimenticate

L’assedio di Sarajevo (1992-1996).

In occasione della ricorrenza della giornata della memoria il giorno 30 gennaio 2019 nella sala incontri del Panzini, su proposta del referente del dipartimento di Storia, pofessor Dario Crippa, è stato presentato e proiettato il film: “Benvenuti a Sarajevo” sulla recente Guerra di Bosnia (1992-1995). E’ intervenuta anche la Dottoressa Laura Mandolini che da molti anni è impegnata in missioni di pace e di sviluppo  a sostegno della Bosnia. E’ stata una giornata formativa, per le classi quinte e alcune classi quarte, in cui è stato  approfondito il tema della  violenza etnica, visti i molti tragici episodi occorsi durante quel conflitto. Qui di seguito vi presento alcune mie riflessioni:

Sarajevo, questo è il luogo dove è stato girato il film quasi per intero. Strano come un contesto sia così parte integrante del significato, dell’anima del film stesso. Lo scenario descritto è quello della guerra in Bosnia. Questa regione, dopo il trattato di Versailles, entra nel  “macrostato” della Jugoslavia, crogiuolo di popoli ed etnie,  e dopo la morte di Tito (1980) viene coinvolta in una drammatica guerra  civile che ha come principali protagonisti i Croati cattolici, i Serbi ortodossi e i Bosniaci musulmani. In lotta per i beni materiali e la supremazia etnica, diversi eserciti si sono affrontati in questo conflitto e, malgrado i tentativi di interposizione dell’ONU, molte sono state le vittime. L’episodio più tragico e non ancora del tutto chiarito è quello dell’eccidio di Srebrenica del 1995,  in cui più di 8000 musulmani bosgnacchi sono stati massacrati.  La storia narrata nel film focalizza l’attenzione su chi della guerra subisce le conseguenze più devastanti, parlo dei bambini rimasti orfani, dei fratelli a cui sono state strappate le sorelle, di chi è passato, in un breve arco di tempo, da una vita vivace e moderna in una città cosmopolita, a una tragedia come quella dell’assedio di Sarajevo, durata cinque anni e costata 12000 morti. L’assedio, messo in atto dall’esercito Serbo, ci viene raccontato, nella sua tragica quotidianità, dal punto di vista di  un’equipe  di giornalisti occidentali  giunti nella capitale bosniaca allo scopo di documentare la guerra. Ad aprire ancor più gli occhi a noi spettatori è stato il montaggio del film: immagini, scene, spezzoni di riprese realizzati durante la guerra sono stati incastonati nel film e hanno dato uno spessore di realtà alla narrazione. La trama mette in rilievo la spietatezza dei comportamenti messi in atto dalle milizie serbo-bosniache (formate da serbi ultranazionalisti che vivevano in Bosnia) che effettuavano dei veri e propri rastrellamenti, attentati e massacri. La missione dei giornalisti muta quando si recano in un orfanotrofio: alla vista di tutti quei bambini devastati fisicamente e psicologicamente, alcuni dei reporter prendono la decisione di fare di tutto pur di salvarli dall’orrore e scatenano una vera e propria campagna mediatica per riuscire nel loro intento di portarli in Occidente. Solo dopo innumerevoli servizi, che documentano la triste e scomoda verità, le Nazioni Unite decidono di intervenire, superando l’inerzia intollerabile perdurata per molto tempo, e, non senza drammi e pericoli, alcuni bambini e ragazzi vengono portati in salvo.

La Bosnia dopo gli accordi di pace.

E’ stata una giornata di grande valore formativo: attraverso la proiezione di un film istruttivo, profondo e triste contemporaneamente, abbiamo avuto l’occasione per riflettere sul valore della memoria, che non va solo agli “indesiderati” sterminati da Hitler, ma anche a tutte quelle popolazioni e minoranze oppresse da un’ideologia feroce e sbagliata. La Dottoressa Laura Mandolini ci ha raccontato come e ancora oggi i Bosgnacchi soffrano le conseguenze della guerra finita 25 anni fa: i giovani emigrano a causa delle difficoltà economiche, le ferite morali e materiali non sono state ancora rimarginate.  Il valore della pace, che con forza dovremmo tutti salvaguardare,   dovrebbe far sì che tragedie come queste non accadano mai più.

Alessandro Nuzzo 5B sala

Due mesi fa: la tragedia di Corinaldo

TESTIMONIANZA

Il giorno del saluto

Una giornata da dimenticare, ma che nei nostri cuori e nelle nostre menti come in quelle di tutti farà l’effetto contrario, sarà una cosa che ci rimarrà per sempre impressa quella successa nella notte tra venerdì 7 dicembre e sabato 8 nella discoteca “Lanterna azzurra” di Corinaldo.

Un posto in cui radunarsi e divertirsi tutti insieme si è trasformato in una tragica scena del crimine dove hanno perso la vita 6 persone, 5 poveri ragazzi innocenti che volevano solo trascorrere una tranquilla serata assistendo al concerto del trapper “Sfera ebbasta” e una mamma di 39 anni che, per proteggere la figlia,  ha perso la vita morendo schiacciata da altre persone.

In questa tragica maniera sono morti anche 5 ragazzi: Benedetta Vitali, 15 anni di Fano, giovane promessa della danza, Daniele Pongetti 16 anni, di Senigallia, stella nascente in campo calcistico, Asia Nasoni 14 anni, di Senigallia con la passione per la ginnastica, Mattia Orlandi 15 anni di Frontone e Emma Fabini, 14 anni di Senigallia. Morire schiacciati sembra assurdo, ma tutto ciò è accaduto per il crollo di un parapetto all’uscita della discoteca. Centinaia di ragazzi ed adulti che premevano sulla balaustra sono caduti in un fossato sottostante formando una sorta di “montagna” di corpi. Le conseguenze sono state terribili: traumi cranici, schiacciamenti del torace,   profonde ferite e per qualcuno il coma.

In cima alla “montagna di corpi” c’era Michele Fiscaletti che è da poco uscito dal coma come altri ragazzi grazie all’aiuto di medici esperti e con il sostegno di amici e parenti.

Quando è accaduta la tragedia io ero lì, in attesa davanti alla discoteca, vicino alla balaustra, tra le risate di tutti e la voglia di entrare il prima possibile. Improvvisamente a mezzanotte e 40 ho sentito dei ragazzi  urlare:  <<Hanno spruzzato il peperoncino>>. Pensavo   che una volta “cambiata l’aria nelle sale” lo spettacolo sarebbe ripreso e il   trapper sarebbe finalmente arrivato. Sentendo dei rumori simili a suoni di basso, mi sono rivolta ad una mia amica e le ho detto: <<Dai che la musica è ripartita, fra poco potremo finalmente entrare >>. Poi mi sono girata   e ho visto una ragazza cadere vicino cadere nel fossato e morire schiacciata.  Solo un ragazzo ha cercato di soccorrerla, senza successo.  In seguito è arrivata   una sola ambulanza perché tutte le altre erano bloccate nel traffico. Quel rumore non era musica, ma il tonfo del parapetto crollato.

Ho visto poi uscire dal retro della discoteca una serie infinita di soccorritori con in braccio ragazzi di ogni età e persino adulti che erano rimasti gravemente feriti.

Molti ragazzi si sono fatti forza e si sono recati dove c’era la calca di gente caduta una sopra l’altra, per aiutare a portare In salvo coloro che erano   feriti o sotto shock. Penso che abbiano salvato la vita a molte  persone  ed evitato che altre riportassero conseguenze ancor più gravi.

Pochi minuti dopo il crollo   sono arrivate moltissime auto che hanno creato un caos tale da non far più passare le ambulanze. Da queste auto scendevano correndo, in lacrime, i genitori che erano stati avvertiti dell’accaduto dai figli o, peggio, avvertiti da amici dei propri figli che i loro cari erano stesi a terra doloranti o privi di coscienza.

Nel   luogo della tragedia c’ erano ancora molte persone che piangevano e gridavano, erano lì  a terra, seminudi, ricoperti di tagli e sanguinanti. I segni dello schiacciamento si vedevano dagli occhi violacei e pieni di sangue. In quel fossato giacevano i corpi di una ventina di persone, di cui una decina in coma sei già privi di vita e gli altri con in gravi condizioni.

Ancora adesso sento le grida inascoltate dei ragazzi che cercavano aiuto per il proprio amico che forse avrebbe potuto salvarsi   e rivedo persone disperate in lacrime. Questo è stato il tragico  sottofondo  di quella nottata. Vedere la morte con i propri occhi per la prima volta ti fa riflettere, ti dà un lungo brivido nel quale vedi solo sangue, morte. Ti senti solo, lontano da tutto e tutti   e dici dentro di te: <<Non credevo fosse così facile morire>>, Poi ti riprendi, dopo minuti in cui il tempo appariva come bloccato, e torni a vedere quelle orribili scene offuscate dalle lacrime che ti mostrano la realtà come un mondo oscuro illuminato a tratti da  luci e grida che ti rimbalzano in testa.

È proprio in quel momento che capisci di aver scampato il pericolo mentre altre povere anime innocenti ne sono rimaste vittima. Questo   a causa di chi non dà importanza alla vita deli altri. La vita è molto più di un gioco: c’è chi non se ne rende conto e chi, invece,      piange con le mani in faccia e prega per la perdita irreparabile di giovani vite.

Quando mi sono allontanata da quella scena mi è passata l’intera mia vita davanti. Mentre ci dirigevamo verso la nostra auto c’era gente che chiedeva aiuto, altri che   gridavano   per il dolore. Io e i miei amici   ci siamo   fermati a dare un po’ di sostegno ad una ragazza che non trovava più quattro dei suoi amici e poi ci siamo messi in viaggio per tornare a casa.  Un lungo tragitto sul quale hanno regnato il silenzio, il   dolore, e i ricordi frammentari di quello che avevamo appena vissuto.

Una volta a casa dopo una notte insonne, tutti i telegiornali parlavano della tragedia di Corinaldo, e io a cambiare canale su canale per evitare di rivedere   quelle scene, ma poi ho scoperto che i ragazzi morti li conoscevo o di vista o di persona.

Dire che è stata una notte da dimenticare è troppo poco, tutte le vittime vanno ricordate con affetto e rispetto, e non va soprattutto dimenticato il valore   inestimabile della vita di sei persone innocenti.

Beatrice Campanelli 3A sala.

Per Asia, Mattia, Benedetta, Emma, Daniele, Eleonora e tutti coloro che soffrono.

La classe 3a sala è vicina a tutti coloro che stanno soffrendo e combattendo per quello che è accaduto in questi giorni di tragedia alla Lanterna Azzurra.  Ricordiamo le vite spezzate e i loro famigliari che sicuramente non riescono a capacitarsi di questa tragedia insensata.

Ambiente, tutela anziché dominio: lezione dei Carabinieri forestali di Ancona al Panzini

Una lezione veramente interessante e di vera formazione tenuta  il 15 Maggio presso la sala Incontri del Panzini dai militari della Regione Carabinieri Forestale Marche – Gruppo Carabinieri Forestale Ancona, ex Corpo Forestale dello Stato, organizzata dai nostri professori Russo Anna e Landi Ubaldo e rivolta alle classi 2 E e 2 G del settore enogastronomico. Obiettivo dell’incontro: comprendere il  valore della tutela dell’ambiente, della flora e della fauna a rischio di estinzione, maturare comportamenti responsabili e un atteggiamento di rispetto e di protezione attraverso un’attività di prevenzione e contrasto.  

 

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L’unione fa la forza: gli studenti del Panzini e la Guardia di Finanza insieme “per la legalità”

Il giorno 26 aprile  la mia classe II, insieme ad altre classi dell’Istituto hanno avuto l’opportunità di partecipare al progetto “Legalità economica” con la Guardia di Finanza di Ancona. La prima parte della lezione è stata condotta dal Capitano Vito Manna che ha voluto subito sottolineare gli obiettivi dell’incontro: stimolare una proficua riflessione sui principi che regolano la nostra convivenza civile, diffondere il valore della sicurezza economico finanziaria e affermare il messaggio della convenienza della legalità.

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Il fenomeno della violenza nel mondo contemporaneo

Abbiamo letto in classe un articolo sulla violenza dell’intellettuale Carmelo Calabrò. Ci ha molto colpito. Eccone una parte.

“La nostra civiltà contemporanea sembra caratterizzata dall’inquietante e impressionante fenomeno della violenza. Tutti i giorni la televisione e i giornali ci forniscono notizie relative a ripetuti episodi di violenza, intolleranza e sopraffazione; è triste ammetterlo, ma l’umanità si è assuefatta alla violenza e non riesce a liberarsi da questa dipendenza che genera una vergognosa e profonda apatia. Questa pulsione di violenza, fa parte di ogni cultura e, cosa ancora peggiore, fa parte della nostra e ha un ruolo diverso nelle varie parti del mondo. Affonda le sue radici in ere remote, comincia con il primo omicidio dell’uomo, quello di Abele e da quì, come una maledizione continua da allora ad oggi, a dilagare anche nei nostri giorni.
Due delle più grandi menti della storia contemporanea, Albert Einstein e Sigmund Freud, analizzarono il tema della violenza umana. I lavori psicoanalitici sull’argomento andarono oltre. In alcune lettere gli autori si interrogano sulla forza della violenza umana indagando sulla differenza tra il trauma da essa provocato e quello specificamente descritto dalla psicoanalisi. Viviamo in un’era moderna, ma abbiamo una mente da età della pietra. Oggi le immagini e le notizie imbevute drammaticamente di violenza corrono per il mondo sulle pagine dei mass-media, tenendo dietro a quel costante processo, tipico del nostro tempo, che certi analisti definiscono dell’accelerazione della storia”…. Leggi tutto “Il fenomeno della violenza nel mondo contemporaneo”

Le api, l’universo e tutto quanto

Per ogni miele che puoi gustare c’è una piccola ape da ringraziare

Martedì 30 gennaio la nostra classe, insieme alla 1e, 2 g enog, 4 b sala, 3 b dolciaria,  è stata coinvolta in uno spettacolo teatrale “Le api, l’universo e tutto quanto”, previsto nel modulo multidisciplinare “Ambiente: tutela anziché dominio”, ideato dai nostri prof. Anna Russo e Ubaldo Landi. Desideriamo subito ringraziare la prof. Tenti Ersilia che si è adoperata per invitare l’attore Massimo Spagnuolo e ha presentato l’incontro.

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Passione e creatività: questi gli ingredienti al salone dell’artigianato più goloso

Lunedì  22 gennaio, per la nostra classe 4 b sala, è stata una giornata veramente formativa, e perchè no, all’insegna del gusto. Insieme alla 3 b e 4c di sala abbiamo visitato il salone internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè a Rimini.
Si tratta di un appuntamento estremamente importante, ricco di eventi, che ospita inoltre tecnologie e prodotti per la panificazione, pasticceria e dolciario.

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