Hanukkah: la festa ebraica delle luci

Hanukia, sufganiot e le trottole Sevivon.

In questa festività viene utilizzata la Hanukia (חנכיה), un candelabro a otto braccia, a differenza del Menorah (מנורה) che ne ha sette, sormontato dallo Shamash che viene utilizzato per accendere le altre otto candele.

L’Hanukkah (חנוכה) inizia il 22 dicembre 2019, questo giorno corrisponde al 24 del mese ebraico di Kislev, dell’anno 5780 dalla creazione del mondo. La prima candela viene accesa a partire nella serata del primo giorno, i lumi si accendono da sinistra verso destra.

Questa festività nasce quando i Maccabei liberarono il tempio di Gerusalemme dopo aver sconfitto il re greco-siriano Antioco IV. Dopo aver riparato il tempio accesero, come usanza ebraica, la Menorah con una ampolla d’olio che però sarebbe bastata solo per un giorno. Miracolosamente l’olio durò otto giorni, per questo i lumi vengono accesi ogni sera per otto giorni.

Alcuni elementi di questa vicenda sono importanti perché caratterizzano l’identità ebraica: l’olio, galleggia sull’acqua, non si mescola, così come il popolo ebraico mantiene la sua identità, pur vivendo con altri popoli e rispettandoli; la luce, la prima cosa creata dopo il cielo e la terra; il numero sette simboleggia il mondo, creato in sette giorni, quindi il numero sette rappresenta la natura, ma con il numero otto si supera il livello della natura, quindi gli otto giorni della festività indicano che il miracolo eleva il popolo ebraico sopra la natura.

Importante è sottolineare che durante questa festività, i bambini vengono educati ad una mitzvah, la tzedaka, ovvero donare a chi non ha.

I piatti tipici della festività di Hanukkah sono: le frittelle di mele, tipiche dell’Europa centrale; le sufganiot, preparate anche in Israele (una sorta di bombolone); i latkes, frittelle fatte con le patate. Nel menù tradizionale italiano si usa fare ravioli di spinaci o riso con le uvette, pollo fritto, melanzane alla giudia. Nel menu askenazzita, aringa tritata, oca ripiena, cipolle con susine secche, latkes. Nel menù serfadita, minestra di ceci o lenticchie, montone con prugne secche e frittelle di noci e patate.

Maurizio Diamanti, IV C cucina.

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