Il Medioevo a tavola

Un’esperienza di cucina al Panzini

Mercoledì 20 febbraio 2019 noi di terza B abbiamo svolto un servizio di cucina in cui ci veniva chiesto di preparare un menù storico del Medioevo, in occasione della conferenza del prof. Montanari in visita al Panzini. Abbiamo cercato di ricreare gli stessi sapori e piatti, consapevoli di non poter riprodurre nei nostri ospiti le stesse sensazioni che provava un uomo medievale mentre mangiava.

La brigata di cucina

Durante le ore di storia abbiamo parlato e approfondito l’alimentazione di quel periodo, cosa mangiavano le persone più facoltose e quelle più povere e le differenze con l’attualità. Mercoledì mattina siamo venuti come ogni giorno a scuola, alle 9.50 ci siamo cambiati e siamo scesi subito in cucina, dove il nostro professore Claudio Gasparini ci ha illustrato il menù e ha diviso i compiti. Successivamente siamo tutti corsi alle nostre postazioni per creare il piatto migliore, ognuno di noi aveva una proprio compito da portare a termine: chi doveva tagliare la frutta, chi doveva preparare delle torte salate, chi invece doveva tagliare le verdure per la zuppa e chi doveva approntare e cuocere la carne.

Ognuno di noi voleva dare il meglio perché a differenza di altre volte dovevamo cucinare e impiattare per altre persone che poi ci avrebbero giudicato, tra cui i nostri insegnanti e ospiti esperti.

Esperte di alimentazione

Eravamo molto agitati per questo, inoltre avremmo dovuto anche illustrare i piatti serviti spiegandone la preparazione, uscendo a due a due ai tavoli.

Cuoche e pasticcere

Io e gli altri ragazzi del gruppo abbiamo preparato il secondo: un polpettone ripieno con la mortadella e i pistacchi e un altro con il fegato e il prosciutto cotto.  Abbiamo prima preparato la base che era carne macinata mista, parmigiano olio e sale, per il ripieno abbiamo tagliato i vari ingredienti e abbiamo poi formato la struttura del nostro piatto. Come primo strato abbiamo messo l’impasto di carne preparato in precedenza, poi abbiamo messo gli ingredienti tagliati a cubetti e via via così per vari strati. Abbiamo cotto il tutto al forno e guarnito con delle verdure in salamoia e una salsa alla senape. Il nostro era un piatto con ingredienti da ricchi, trasformati in una sorta di torta medievale.

Torte, ma non dessert

Un mio compagno invece ha preparato un piatto che nel Medioevo era definito cibo da poveri: una zuppa con sedano, carote, cipolla, porri, cavoli normali e neri, bietole, farro e fagioli dall’occhio (l’unica varietà di fagioli non importata dalle Americhe). Tutti questi ingredienti sono stati puliti e tagliati, infine messi in una casseruola e cotti a modo di zuppa.

Ore 13.30 inizia il servizio, partono gli aperitivi con la frutta, vengono serviti gli antipasti, poi  i primi e poi tocca a me e alla mia compagna. L’agitazione si faceva sentire, speravamo di ricordarci tutto e di essere pronte e reattive.

È stata un’esperienza molto intensa, interessante e originale che ci ha aiutato a crescere nelle nostre competenze e a gestire la nostra emotività, anche in vista dell’esame che andremo a affrontare alla fine dell’anno scolastico e dello stage di primavera.

Il nostro mentore

Alice Sileoni III B cucina

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