Ambiente, tutela anziché dominio: lezione dei Carabinieri forestali di Ancona al Panzini

Una lezione veramente interessante e di vera formazione tenuta  il 15 Maggio presso la sala Incontri del Panzini dai militari della Regione Carabinieri Forestale Marche – Gruppo Carabinieri Forestale Ancona, ex Corpo Forestale dello Stato, organizzata dai nostri professori Russo Anna e Landi Ubaldo e rivolta alle classi 2 E e 2 G del settore enogastronomico. Obiettivo dell’incontro: comprendere il  valore della tutela dell’ambiente, della flora e della fauna a rischio di estinzione, maturare comportamenti responsabili e un atteggiamento di rispetto e di protezione attraverso un’attività di prevenzione e contrasto.  

 

Il maresciallo dei Carabinieri Francesco Barra, del Raggruppamento CITES di Ancona, coadiuvato da un militare dell’Arma, all’inizio dell’incontro ci ha mostrato subito degli indumenti finalizzati ad essere venduti fatti con la pelle di alcuni animali protetti e a rischio di estinzione, insieme ad altri oggetti di artigianato derivanti da loro parti. Poi attraverso delle slide abbiamo seguito la lezione e compreso che una delle principali cause dell’ estinzione in natura di numerosi specie di animali e di piante è il commercio. Per questo, dal 1975 una convenzione in ambito ONU, denominata Convenzione di Washington, regolamenta il commercio di animali, piante e di loro prodotti derivati, mirando a garantire l’equilibrato sfruttamento delle risorse naturali nel rispetto della conservazione dell’ ambiente. Tramite il controllo degli scambi commerciali la CITES (Convention on International trade in endangered species of wild fauna and flora) intende tutelare oltre 35.000 specie di flora e di fauna in via di estinzione, regolamentando il commercio di esemplari vivi, loro parti e prodotti derivati. Ogni anno tale commercio supera i 25 miliardi di euro di cui un terzo dei proventi purtroppo derivano da attività illegali.

Ci hanno spiegato che molto ricercate sono le pellicce di questi animali che alimentano l’industria della moda per produrre capi di abbigliamento. Ad esempio un bellissimo felino selvatico come la lince, di cui hanno mostrato una stola, è minacciato ogni giorno dal bracconaggio per la sua pelliccia. L’Italia è uno dei principali  paesi importatori. Molto richiesti sono anche gli accessori in pelle  di rettile, di pitone o di coccodrillo, come borse,scarpe o cinture, che possono essere commercializzati solo se provvisti di documentazione CITES. Purtroppo anche un settore come quello alimentare apparentemente estraneo al mondo della fauna e della flora è regolamentato dalla CITES. Molti animali sono a rischio estinzione perché uccisi per le carni, uova, olii e grassi (caviale, filetti di storione, carni di balena e squalo)  per questo necessitano di permessi CITES. Tali informazioni per noi alunni che frequentiamo il settore enogastronomico sono state veramente interessanti.

Anche l’artigianato soprattutto con il commercio illegale dell’avorio sta mettendo a rischio la sopravvivenza degli elefanti. Molti coralli sono inclusi nella CITES e non si possono prelevare come molte specie di tartarughe testuggini e farfalle.

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I leopardi come altre specie, stanno scomparendo a causa del commercio illegale delle pelli e delle ossa impiegate queste ultime per la medicina tradizionale in Asia.

Prima di spiegarci l’attività di contrasto il maresciallo si è soffermato sul commercio illegale per la detenzione e il possesso di animali vivi esotici, anche questa ormai una moda e una passione molto praticata in Italia. Ciò significa privare del loro habitat naturale gli animali e ancora peggio influire sull’ alterazione dell’ambiente e sulla biodiversità.

Abbiamo appreso che anche molte piante sono a rischio: orchidee, piante carnivore, cactus, sottoposte a regolamentazione CITES.

Il Maresciallo è poi passato a spiegare in che cosa consiste l’attività di contrasto e di controllo che effettuano alle dogane e ci ha raccontato alcune operazioni svolte. Quella che ci ha colpito maggiormente è stata  quella riferita al traffico illecito di uova, un’operazione di sequestro di 12 uova fecondate, di cui 8 esemplari di capovaccaio e 4 di cicogna nera. Entrambi sono specie molto rare di uccelli e quindi protette. Un’operazione dalle indagini molto complesse che ha visto la collaborazione dell’interpol per risalire all’allevatore di nazionalità austriaca residente in Germania. Le 12 uova sono state affidate temporaneamente al parco zoo di Falconara. Delle 8 uova di capovaccaio soltanto tre si sono schiuse, sono nati Patricia, Alì e Turchino, gli ultimi due sono stati reintrodotti in natura, mentre delle 4 uova di cicogna nera soltanto uno riuscirà a sopravvivere, Cico che è tuttora ospitato nello zoo di Falconara. Questo ci ha fatto comprendere che anche i giardini zoologici sono importanti per la conservazione delle specie minacciate di estinzione e per l’educazione alla cittadinanza. Sono importanti altresì perché collaborano con le autorità rendendosi disponibili ad ospitare, curare  e proteggere gli animali sequestrati.

Ringraziamo il Maresciallo Francesco Barra, tutti i Carabinieri che operano quotidianamente in questo settore per salvaguardare l’ambiente, un bene comune, che troppo spesso dimentichiamo, che a volte sembriamo più disprezzare che amare. Li ringraziamo per questa lezione: educare al rispetto dell’ambiente è uno dei principi fondamentali irrinunciabili per la nostra generazione e le future. Infine un grazie per il bellissimo calendario CITES che hanno voluto donarci  perché è compito di tutti divulgare un tema importante come quello della conservazione delle specie e della biodiversità.  Senza la conoscenza, l’informazione, l’educazione e la legalità non si può combattere e contrastare chi consapevolmente danneggia se stesso e tutti coloro che popolano e coesistono sul nostro pianeta. Per questo concludiamo invitando i nostri lettori a leggere questa poesia che abbiamo analizzato nel corso dell’anno e che ci ha fatto riflettere molto.

Versicoli quasi ecologici

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.

Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.

Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

Giorgio Caproni

Giacconi Gloria, Lian Yifei, Bordini Davide, Mercanti Michele classe 2 E enog

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